Cella 211
REGIA: Daniel Monzon
SCENEGGIATURA: Daniel Monzon, Jorge Guerricaechevarría
ATTORI: Carlos Bardem, Luis Tosar, Antonio Resines, Marta Etura, Manolo Solo, Jesus Carroza, Luis Zahera, Manuel Morón
FOTOGRAFIA: Carles Gusi
MONTAGGIO: Cristina Pastor
PRODUZIONE: Morena Films, La Fabrique de Films, Telecinco Cinema, La Fabrique 2, Vaca Films
DISTRIBUZIONE: Bolero Film
PAESE: Spagna, Francia 2009
GENERE: Azione, Drammatico
I drammi carcerari sono da sempre nell’immaginario collettivo prodotti e girati in quel di Hollywood. Questo Cella 211 è la prova che anche altri paesi possono dare il massimo in campo cinematografico pur non portando il loro nome scritto su di una collina. Girata tra Francia e Spagna questa pellicola non solo soprende per l’ottima regia di Daniel Monzon ma per una scorrevole e perfetta sceneggiatura.
Per fare buona impressione nel carcere dove ha appena trovato lavoro come secondino, Juan Oliver si presenta con un giorno d'anticipo sul primo turno di guardia. Durante la visita al braccio di massima sicurezza, un frammento di intonaco cade dal soffitto e lo colpisce sulla testa. In attesa di poterlo soccorrere, gli altri guardiani lo distendono temporaneamente nell'unica cella libera, la numero 211. In quello stesso istante, ha però inizio una rivolta organizzata dal carismatico detenuto Malamadre, che costringe il giovane guardiano inesperto a improvvisarsi credibile galeotto per riuscire a sopravvivere alla situazione e riabbracciare la moglie al sesto mese di gravidanza.
Azione, thrilling e la giusta dose di realismo rendono questo film una perla nel cinema di genere e lo rendono certamente tra i migliori che si possono ricordare.Merito anche degli attori. Infatti se il protagonista Alberto Amman pare essere l’unico pezzo fuori posto nell’intera scacchiera, il resto del cast brilla per recitazione e caratterizzazione dei vari personaggi. Poliziotti e prigionieri sembrano essere stati disegnati dalle mani di un bravissimo fumettista e su tutti brilla l’interpretazione di Luis Tosar, che nel ruolo di Malamadre meriterebbe un Oscar o giù di lì.
Cella 211 era stato presentato alla 66° edizione del Festival di Venezia, riscuotendo successo tra il pubblico e la critica, ma non trovando poi particolari riscontri nelle premizioni finali. Un grave errore a nostro umile avviso. Questa pellicola non solo è costruita bene ma contiene degli ottimi spunti di riflessione sulla vita carceraria e con essa su quei temi che spesso tornano alla ribaltà della cronaca. Parliamo in particolare del ‘carcere duro’ e delle violenze gratuite che parte della Polizia Penitenziaria perpetrerebbe ai danni dei carcerati. Cella 211 dopo essere visto rimane saldo nella memoria dello spettatore, segnale che il lavoro di Daniel Monzon è perfettamente riuscito e che film come questo vanno applauditi ed apprezzati.