Misure Straordinarie
REGIA: Tom Vaughan
SCENEGGIATURA: Robert Nelson Jacobs
ATTORI: Harrison Ford, Brendan Fraser, Keri Russell, Courtney B. Vance, Dee Wallace-Stone, Jared Harris, Patrck Bauchau, P.J. Byrne, Lily Mariye, Jeanine Jackson, Ayanna Berkshire
FOTOGRAFIA: Andrew Dunn
MONTAGGIO: Anne V. Coates
MUSICHE: Andrea Guerra
PRODUZIONE: CBS Films, Double Feature Films
DISTRIBUZIONE: Sony Pictures Releasing Italia
PAESE: USA 2010
GENERE: Drammatico
DURATA: 110 Min
Una storia veria, quella di un padre che per salvare la vita dei suoi due bambini riuscirà a trovare la via giusta per scoprire il farmaco in grado di rallentare il processo della malattia rara che li sta uccidendo. Al centro della pellicola c’è quindi questo male, che colpisce i bambini e che vi spieghiamo in poche parole in cosa consiste, sbirciando su wikipedia.
Il morbo di Pompe è una malattia genetica il cui nome è legato al patologo olandese Johannes C. Pompe (1910-1945), che la descrisse per primo. Il morbo di Pompe fa parte delle malattie genetiche molto rare e la sua trasmissione è di tipo autosomico recessivo, vale a dire che entrambi i genitori devono essere "portatori" del gene malato. In questo caso le probabilità che la coppia abbia un figlio malato sono del 25%. Vi sono invece valutazioni di probabilità generali (cioè senza sapere se i genitori sono portatori o meno) di ereditare la malattia che sono comprese tra valori percentuali più bassi.
A causa di un difetto genetico, l'organismo non è più in grado di produrre l'alfa-glucosidasi o se lo produce, dà luogo a un enzima la cui attività è estremamente ridotta. Ne deriva che nelle cellule dell'organismo il glicogeno, non può essere scomposto e aumenta di quantità; a causa dell'eccessivo deposito, le cellule vengono distrutte. A seconda della tipologia, sono particolarmente colpiti, il cuore, i muscoli, il fegatoe i meuroni midollari.
Si muore in modo molto simile al Morbo di Lou Gehrig e l’aspettativa media al momento della scoperta del male era di circa nove anni. Una morte terribile specie per dei bambini piccoli. Il film drammatico, diretto da Tom Vaughan, è ispirato, come vi spiegavamo poco fa, alla storia vera di John Crowley, un uomo che ha sfidato le convenzioni e rischiato tutto per seguire la ricerca di una cura che avrebbe potuto salvare la vita dei figli da una malattia terribile. Un uomo di origini modeste, John Crowley (Brendan Fraser), lanciato nella carriera, anche grazie all’incoraggiamento della bella moglie Aileen, decide di mollare tutto quando a Megan e Patrick, i due figli più piccoli, viene diagnosticata una malattia incurabile. Spalleggiato da Aileen, sfruttando tutta la sua determinazione e le sue capacità, Crowley arriva ad un brillante, ma sottovalutato, ricercatore anticonformista, il Dott. Robert Stonehill (Harrison Ford). Insieme mettono su un’azienda bio-tecnologica con l’obiettivo di sviluppare una medicina salva-vita.
Uno spinto dal desiderio di mettere alla prova se stesso e le proprie teorie, l’altro dalla possibilità di salvare I figli, i due uomini sviluppano un rispetto reciproco nella lotta contro il tempo ma anche contro gli interessi delle case farmaceutiche e del sistema sanitario. Una pellicola che affronta il classico tema del dramma famigliare con un brutto male al centro dell’attenzione.
Vaughan dirige con ordine e precisione senza nulla inventare e limitandosi allo stretto necessario. Nonostante questo il racconto è avvincente e coinvolgente perché non si limita all’assunto che c’è qualcuno che sta molto male e va curato. Si spazia dall’avventura on the road, all’investigazione, passando per i problemi politici di un paese dove il capitalismo arriva a sovrastare il sistema sanitario. Buoni sentimenti misti a una forza d’impatto non indifferente fanno di ‘Misure Straordinarie’ una pellicola meritevole d’attenzione.
Se Fraser (La Mummia) pare spaesato in un ruolo non alla Indiana Jones è proprio il caro Harrison Ford (l’Indy in questione) a dimostrare la propria bravura in ogni ruolo che gli viene assegnato. Ford convince e conduce lo spettatore per mano lungo il percorso piuttosto amaro che questa storia affronta.
Questo è uno di quei film che va applaudito perché racconta l’amore e la solidarietà umana oltre che far conoscere una malattia terribile che ora si può curare e che per questo deve essere presa fin dall’apparire dei primissimi sintomi. Vaughan ci da una buona lezione di medicina, con la speranza che possa essere utile alle moltissime famiglie che vivono un brutto momento di smarrimento e difficoltà.