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Produzione Il Labirinto
Regia Claudio Giovannesi
7

Fratelli d’Italia


REGIA: Claudio Giovannesi

SCENEGGIATURA: Claudio Giovannesi

ATTORI: Alin Delbaci, Nader Sarhan, Masha Carbonetti

MONTAGGIO: Giuseppe Trepiccione

MUSICHE: Claudio Giovannesi

PRODUZIONE: Il Labirinto, Educinema, Fake Factory

DISTRIBUZIONE: Istituto Luce

PAESE: Italia 2009

GENERE: Documentario

DURATA: 90 Min

Fratelli d’Italia si nasce… oppure si diventa: una nuova immagine alla ricerca della diversità. L’essere stranieri nella nostra penisola può innescare un problema d’identità che ha quasi sempre luogo tra ripensamenti, sensi di ostilità e meccanismi del crescere inceppatisi in un viaggio da un paese all’altro, magari avvenuto durante quell’età di passaggio chiamata adolescenza.

Il giovane regista de La casa sulle nuvole, Claudio Giovannesi, inquadra uno spaccato della cultura metropolitana e multirazziale di Ostia, all’interno di quell’istituzione totalizzante che - da sempre - è la scuola. L’istituto superiore in questione è il Tecnico Commerciale “Paolo Toscanelli” e le testimonianze che l’autore ci pone sotto gli occhi sono quelle di tre giovani extracomunitari: il rumeno Alin, la bielorussa Masha e Nader, egiziano di origine ma italiano di prima generazione. Non ci vuole poi molto a rintracciare sotto la dimensione scenografica, l’avvicendarsi di struggimenti giovanili covati lungo una costa dove il mare si fa sempre più grigio.

Da Alin che non nutre alcuna curiosità per le atmosfere scolastiche e i suoi colleghi di classe, pensando solo a divertirsi in scorrerie nella notte con i suoi connazionali a Nader infatuato di una coetanea italiana, pronto per questo motivo a confrontarsi animatamente sia con la famiglia sia con i precetti mussulmani. Curioso come la risposta al suo disorientamento personale passi attraverso una combinazione di parole in grado di teorizzare un sentimento di odio nei confronti di altre etnie diverse dalla sua. Alin e Nader sono accomunati da show (in)volontari e molte incomprensioni con il corpo insegnanti, seppure le piccole difficoltà quotidiane comportino la comparsa di un divario culturale e sociologico.

In mezzo a questi due episodi transita uno sguardo, un’impressione rispettosa per una prevedibile avvisaglia di solitudine. Infatti, il ricordo un po’ nostalgico verso la propria terra natia permette a Giovannesi di introdurre il possibile soggetto malinconico di questo trio virtuale ovvero Masha. Esemplificando, la propria agonia prolungata nasce da un retroterra domestico disastroso che annovera un padre in carcere e una madre violenta. Adottata da una famiglia italiana, la ragazza avverte l’odore irresistibile della patria nel momento in cui riesce a entrare in intima unione telefonica con il fratello rimasto in Russia. Eppure, la possibilità di abbracciarlo sembra compromessa dalla lenta macchina burocratica e da un fidanzato geloso.

Prodotto dal direttore dello storico cineclub “Il labirinto”, Fratelli d’Italia è stato accolto con successo alla quarta edizione del Festival Internazionale del Film di Roma, nella sezione Extra - L’altro Cinema promossa da Mario Sesti e finalmente sbarca nelle sale cinematografiche. Il successo di questo documentario si basa sul silenzio di una scrittura profilmica ben calibrato alla concretezza della forza descrittiva. Il garbo come cifra stilistica si avverte laddove l’ambiente analizzato è riportato facendo leva sull’utilizzo di una lingua vera, verace che riesce a sintonizzarsi con la realtà riprodotta e riduce a minimal qualsiasi occasione di tedio.

Cara vecchia Italia, a quanto pare abbiamo un problema: altri tempi altri miti fanno sì che, quando si spengono le luci e i bagliori dei mondiali calcistici, molti tuoi figli naturali o adottati s’interrogano ancora sul senso delle parole dell’inno nazionale (memorabile la battuta del film "Io non la so' mai riuscita a capì 'sta cazzo de canzone").


Maria Cristina Caponi

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