Home | Contatti | Credits | LOGIN | Rss       
  VIDEO | Incassi | News | Recensioni | Editoriali | Forum | Multisale Ariston
 
Produzione First Sun
Regia Luca Guadagnino
7.5

Io sono l'amore

REGIA: Luca Guadagnino

SCENEGGIATURA: Barbara Alberti

ATTORI: Flavio Parenti, Tilda Swinton, Marisa Berenson, Alba Rohrwacher, Diane Fleri, Edoardo Gabbriellini, Maria Paiato, Pippo Delbono

FOTOGRAFIA: Yorik Le Saux

MONTAGGIO: Walter Fasano

PRODUZIONE: First Sun, Mikado Film, Pixeldna

DISTRIBUZIONE: Mikado Film

PAESE: Italia 2009

GENERE: Drammatico, Romantico

DURATA: 120 Min

Anche i ricchi piangono. Figurati i Recchi! Costoro appartengono a uno dei casati più prestigiosi dell’alta borghesia lombarda. Al timone della dinastia, nella sua indiscutibile funzione di pater familias l’anziano Edoardo Senior, coadiuvato dal figlio Tancredi e dai nipoti Edoardo Jr e Gianluca. All’ultimo gradino troviamo Elisabetta, la giovane artista di casa. Infine in una posizione ambigua, in quanto sospesa tra partecipazione emotiva e distacco, vi è Emma ovvero la bella moglie di origini russe di Tancredi.

In Io sono l’amore, Luca Guadagnino indaga le dissonanze che costituiscono il nervo stesso della cronaca di un amor fou vissuto pericolosamente tra Sanremo e Milano. Attraverso ritorni, indugi, ritmi interni la macchina da presa si muove con fredda astrazione all’interno di un clima “asettico”, come quello presente nella lussuosa magione dei Recchi. La ricca abitazione signorile è una prigione dorata o comunque comoda, eppure ciò non toglie che sempre di prigione si tratta. Il mondo borghese viene messo a fuoco sin nei suoi aspetti microscopici: a volte, tuttavia, c’è una tendenza fin troppo ostinata verso il didascalismo, come si può vedere da alcuni contrappunti (la maschera del marito, l’abbozzo lasciato a metà del figlio Gianluca).

Il tono stilistico si stacca dal resto dell’opera, divenendo l’asse centrale per la decantazione della forza racchiusa in Io sono l’amore. L’eredità dei nostri Pasolini, Antonioni e Visconti di cui tanto si è parlato a proposito di questo ultimo lungometraggio è indubbiamente preminente e trova un corrispondente sia a livello narrativo sia nella tendenza a “costruire il racconto”. Pertanto, l’autore si frange in un continuo parallelo-contrappunto con i grandi autori del cinema italiano, non dimenticando di tradurre in interessante espressione artistica anche un lavoro di scavo attorno a certi aspetti costanti del regista Alfred Hitchcock.

Incorniciata in insistiti primi piani l’immediatezza oggettiva del suo corpo, l’attrice hollywoodiana Tilda Swinton si presenta in un ruolo femminile recettivo, non rischiando neppure per un istante lo scacco di una recitazione finta e distante. È suo il personaggio-cardine dell’intero film: appartiene alla schiera dei vincitori dell’adattamento a tutti i costi, ma poi dall’urto frontale con la realtà decide di passare alla colonna dei vinti. C’è in questa donna singolare l’insufficienza di conciliare i suoi veri sentimenti con gli artifici del mondo dorato a cui appartiene. Del resto, tale sfasamento è amplificato pure dalle risonanze con la situazione più o meno simile vissuta dalla figlia Elisabetta, scopertasi omosessuale. Ma, il prezzo della libertà è inconciliabile con i valori tradizionali ed esige indietro una vittima designata. La saldatura dei due momenti della vita privata di Emma, quello sociale e quello individuale, va così cercata sotto l’angolatura “affettiva” che difetta però al regista siciliano.

Con Io sono l’amore, per Guadagnino sembrano piuttosto lontani i tempi dell’incoerenza e del caos creativo presenti - al contrario - nell’alquanto discutibile polpettone intitolato Melissa P. Per questo motivo, la positiva trasmutazione di segno di questo artista non può non essere guardata dalla critica con attenzione e interessamento

Maria Cristina Caponi

Per inserire un commento devi effettuare il Login
  GamePlus Copyright © 2009 CINEMAPLUS.IT - All Rights Reserved.