L'uomo nell'ombra
REGIA: Roman Polanski
SCENEGGIATURA: Roman Polanski
ATTORI: Ewan McGregor, Pierce Brosnan, Eli Wallach, Kim Cattrall, Olivia Williams, Tom Wilkinson, James Belushi, Timothy Hutton, Jon Bernthal, Robert Pugh, Daphne Alexander, Jaymes Butler, Marianne Graffam, Angelique Fernandez
FOTOGRAFIA: Pawel Edelman
MONTAGGIO: Hervé de Luze
PRODUZIONE: Summit Entertainment
DISTRIBUZIONE: 01 Distribution
PAESE: Germania, USA 2009
GENERE: Drammatico, Thriller, Mystery
Roman Polanski difficilmente sbaglia un film e anche questa volta dimostra tutta la sua abilità di cineasta dalla grandissima anima d’artista.‘The ghost writer’ (titolo originale di ‘L’uomo nell’ombra’) è un thriller che si ispira ai grandi classici filmati dal maestro del genere Alfred Hitchcock e lo fa nel modo migliore possibile.
Protagonisti Ewan McGregor e Pierce Brosnan, la vicenda segue un filo narrativo piuttosto semplice e spesso utilizzato sul grande schermo ma il tutto è costruito con maestria assoluta, senza troppi convenevoli, assolutamente pragmatico ma tecnicamente perfetto. L'ex primo ministro britannico Adam Lang (Pierce Brosnan) vive su un'isola negli Stati Uniti con la moglie (Olivia Williams), la segretaria (Kim Kattrall) e le guardie del corpo. Viene raggiunto da un ghost writer (Ewan McGregor) incaricato di rivedere da cima a fondo la sua autobiografia. Lo scrittore va a sostituire il precedente ghost writer che è morto cadendo da un traghetto in circostanze misteriose. In breve tempo lo scrittore comprende di essersi accollato un'impresa scottante e non solo sul piano letterario. Lang viene infatti accusato di avere, nel corso del suo mandato, consentito la tortura di prigionieri sospettati di terrorismo e di avere inconfessati legami con la Cia.
Nulla manca a questa storia del Polanski che tutti amiamo e conosciamo. Carica di auto-citazionismo si tratta di una pellicola senza particolare pretese se non quella di dimostrare come anche un film di genere possa essere elevato ad un livello superiore alla media che normalmente conosciamo. A farla da padrone è il destino travolgente ed inevitabile che colpisce il protagonista senza alcuna spiegazione di come possa ritrovarsi coinvolto in una simile situazione senza neppure rendersi conto del lento ma incessante ‘affondare’. Così l’atmosfera kafkiana che tanto ama Polanski si fa lentamente spazio nella nostra mente con il passare dei minuti mentre riconosciamo riferimenti a piccole gemme come ‘L’inquilino del terzo piano’, con il protagonista la cui vita si trasforma poco a poco in quella del suo predecessore morto, o come ‘Frantic’, dove la ricerca della verità ad ogni costo è il motore dell’incedere della trama. Sceneggiatura e script non presentano sbavature e compiono il loro dovere ovvero quello di ricordare le opere hitchcockiane.
Le riprese sono addirittura geniali a tratti. L’ultimissima scena è degna di un capolavoro, girata come solo un maestro può essere in grado di fare, tutto perfetto dai movimenti di macchina, agli attori, agli effetti scenici e alla musica d’accompagnamento, merita da sola il prezzo del biglietto. ‘L’uomo nell’ombra’ meriterebbe di essere visto due volte. La prima per puro intrattenimento, al seconda per studiarsi con tutta calma ogni minimo particolare.